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L'argomento del mese di GENNAIO
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Displasia dell'anca: l'importanza di una diagnosi precoce
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Un’alterazione di sviluppo dell’articolazione che può risultare molto invalidante. Le risposte del prof. Nicola Portinaro, responsabile di Ortopedia pediatrica in Humanitas
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La displasia congenita dell’anca è una malattia che comporta un difetto di sviluppo dell’articolazione stessa e che può risultare molto invalidante. Sono numerosi i fattori che ne sono alla base. Alcune cause possono essere meccaniche: ad esempio, è più frequente nei bambini che nascono in posizione podalica. Inoltre, sono più a rischio di displasia dell’anca i bambini con una grande elasticità dei legamenti. Esistono infine fattori di natura genetica, essendo nota una familiarità per questa patologia.
Con displasia congenita dell’anca s’intende un’alterazione di sviluppo dell’articolazione di entità variabile: si va dai casi più lievi, che vengono semplicemente controllati nel tempo, a quelli più gravi, con grave displasia acetabolare e lussazione della testa femorale, condizione estremamente invalidante che deve essere precocemente riconosciuta e trattata.
E’ importante effettuare un’ecografia dell’anca per scongiurare la presenza di displasia dell’articolazione, e il periodo ideale per eseguire il controllo del bambino è tra 1 e 3 mesi, per permettere di porre diagnosi precoci di displasia, indirizzare il trattamento in maniera tempestiva e di seguirne nel tempo il risultato.
Trattandosi di un’alterazione dello sviluppo dell’osso e della cartilagine, la displasia dell’anca va seguita attentamente per un lungo periodo di tempo, nelle situazioni più gravi anche fino all’adolescenza. Il primo trattamento dura almeno 6 settimane e prevede, nei casi più lievi, l’utilizzo di un divaricatore che mantiene le anche nella posizione a loro più congeniale per recuperare il deficit di sviluppo. Nei casi più complessi il divaricatore deve essere utilizzato per un periodo di tempo più prolungato.
In alcuni casi possono essere indicati approfondimenti diagnostici: può, ad esempio, essere necessario un esame (astrografia) effettuato in sala operatoria, che permette di ottenere una visione completa anche di quelle strutture cartilaginee non visibili ai raggi X.
Il trattamento in casi di displasia più grave, con anca non lussata ma instabile, può necessitare di immobilizzazione in apparecchio gessato. In caso di anca lussata (all’artrografia dinamica, che permette di valutare l’anca in movimento) può essere necessario associare un tempo chirurgico sulle strutture muscolari e tendinee che possano impedire la riduzione della lussazione. In alcuni casi può essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico per restituire una corretta anatomia.
L’Unità Operativa di Ortopedia Pediatrica di Humanitas si occupa del trattamento delle più comuni patologie dell’età pediatrica e segue il bambino dalla nascita alla fine dell’adolescenza. L’attività comprende anche le consulenze ambulatoriali di ortopedia pediatrica generale e lo screening ecografico per la displasia congenita dell’anca, quest’ultimo associato sempre a una valutazione clinica integrale del neonato per escludere le più comuni malformazioni o gli atteggiamenti congeniti del sistema muscolo-scheletrico.
(continua...)
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