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L'argomento del mese di NOVEMBRE
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Ernia inguinale: come rimediare
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Può dare disturbi come fastidio e dolore o essere del tutto asintomatica, ma con il tempo va inevitabilmente incontro al peggioramento. Le risposte del dott. Stefano Bona, caposezione di Chirurgia Colo-rettale e Mininvasiva in Humanitas.
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L’ernia inguinale è un disturbo causato da fattori diversi, dalla predisposizione individuale allo sforzo fisico. Può dare disturbi quali fastidio e dolore o essere del tutto asintomatica, ma con il tempo va inevitabilmente incontro al peggioramento sia delle dimensioni che dei sintomi.
L’ernia è causata dalla debolezza fisiologica del canale inguinale, che attraversa la parete addominale e mette in comunicazione la cavità addominale con i tessuti più superficiali. Il canale può cedere progressivamente e causare il passaggio di visceri che, dall’interno dell’addome, attraversano questa zona e sporgono a livello del sottocute, manifestandosi con un rigonfiamento.
Le cause del cedimento del canale inguinale possono essere congenite, oppure originate dal progressivo indebolimento dei tendini per la concomitanza di più fattori: predisposizione individuale, sforzi fisici, fisiologico invecchiamento dei tessuti.
I sintomi più comuni sono fastidio o dolore, soprattutto sotto sforzo, sia in situazioni di affaticamento, esercizio fisico, lunghe camminate, stazione eretta prolungata, sia in occasione di sforzi addominali intensi, quale tosse, starnuti, defecazione. In queste occasioni il gonfiore diventa più evidente, mentre tende a scomparire a riposo e in posizione sdraiata.
Ma non necessariamente l’ernia provoca sintomi evidenti: esistono anche delle ernie asintomatiche, che iniziano ad attraversare il canale inguinale senza dare alcun disturbo.
In generale, l’ernia è un problema destinato a peggiorare, può limitare seriamente le attività fisiche quotidiane e causare un rischio serio in caso di strozzamento, che avviene quando l’ernia non riesce più a rientrare (nemmeno con la pressione esercitata) e diventa dura e dolente. In questo caso, se l’intestino o i suoi vasi vengono compressi possono insorgere gravi complicazioni, quali occlusione intestinale e necrosi dell’intestino con peritonite, che obbligano a un intervento chirurgico d’urgenza.
L’intervento tradizionale è l’ernioplastica inguinale per via anteriore: attraverso una piccola incisione si identifica l’ernia e la si riposiziona all’interno dell’addome. La riparazione del punto debole avviene mediante il posizionamento di reti opportunamente sagomate, in materiale sintetico, non riassorbibile e biocompatibile, che vengono fissate ai muscoli e a i tendini e servono per rinforzare la parete muscolare. L’intervento viene solitamente eseguito in anestesia locale in Day Hospital, cioè con ricovero di una sola giornata.
L’ernioplastica inguinale si può eseguire anche con tecnica mini-invasiva utilizzando la laparoscopia, tecnica con la quale è possibile operare all’interno dell’addome praticando piccoli fori. Anche in questo caso, dopo avere reintrodotto l’ernia nell’addome, si procede al posizionamento di una rete per rinforzare la parete muscolare. L’ernioplastica per via laparoscopica offre molti vantaggi in caso di ernie inguinali bilaterali (presenti cioè contemporaneamente sia a destra che a sinistra), grazie all’opportunità di riparare entrambe le ernie in un unico intervento con solo tre piccole incisioni.
Anche in caso di ernia recidiva già operata per via anteriore la laparoscopia offre molti vantaggi, evitando di passare attraverso la cicatrice del precedente intervento.
(continua...)
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